Autore: Sergio Cavaliere Editore: Pellegrini editore Pag: 176 - Anno: 2006
Autore: ALFONSO PETTI Editore: Pellegrini editore Collana: La Scuola Pag: 116 - Anno: 1992
Autore: Gaetano Rizzo Nervo Editore: Pellegrini editore Collana: Interventi - Il Filo d’Arianna: Mafia, ’Ndrangheta e Camorra Pag: 222 - Anno: 2000
Autore: RICCARDO GIRALDI Editore: Pellegrini editore Pag: 423- Anno: 2003
Autore: SALVATORE SPEZIALE Editore: Pellegrini editore Collana: Interventi - Fonti e Ricerche Pag: 572 - Anno: 1997
Autore: IMPERIO ASSISI Editore: Pellegrini editore Collana: Monografie Calabresi Pag: 604 - Anno: 1992
Autore: AA.VV. Editore: Pellegrini editore Pag: 400 - Anno: 2006
Inedita antologia con una divertente carrellata degli anagrammi di 150 personaggi della politica e dello spettacolo interpretati con bonaria ironia. "C'è un notissimo motto latino che con la concisione tipica di quell'idioma sentenzia "NOMEN OMEN". Suona come un gioco di parole ma è una testimonianza di millenaria credibilità. Tradotto in "volgare" equivale a proclamare "IL NOME UN PRESAGIO". Come dire che il nostro destino è scritto nel nome (dimmi il tuo nome e ti dirò chi sei). Naturalmente il presagio può essere buono o cattivo e bisogna farsene una ragione. I latini intravedevano una stretta correlazione fra la cosa e la parola che la designava; proprio per questo imponevano spesso ai loro figli nomi beneauguranti e significativi. L'antologia di anagrammi qui presentata affonda quindi le sue radici in antiche credenze popolari e tanto basta per accreditarne la validità. Con tali nobili premesse è nata l'ANAGRAMMATICA che ha il suono enfatico di una parolona di signorile lignaggio e si presenta con le carte in regola come una nuova disciplina letteraria. In effetti si tratta di una definizione di comodo nata dalla fusione di due parole, dalla crasi fra l'ANAGRAMMA e GRAMMATICA. Vale la pena accettarla con semplicità. L'anagramma, si sa, è una libera miscela delle lettere che compongono una qualsiasi parola, sistemate in modo da crearne un'altra. Ci sono alcuni vocaboli che si offrono di buon grado all'anagramma e scoprono senza resistenza e senza pudore la loro faccia nascosta, sempre che siano trattate accortamente. L'esempio più semplice di anagramma è quello della parola "ROMA"che manipolata con garbo genera la parola "AMOR". Ma ecco alcuni esempi ben più saporosi: da bibliotecario si ottiene beato coi libri, da "genitore" scaturisce "ti genero", da "adulterio" si ricava "duo a tre", da "teatro" "attore", da "satira" "risata". In questi casi l'interpretazione dell'anagramma è elementare, addirittura ovvia. Lo dice la parola stessa, non ci sono problemi. E l'ANAGRAMMATICA, cioè l'analisi ragionata del messaggio è un itinerario in discesa. I problemi arrivano quando l'anagramma dei personaggi analizzati è restio a concedersi rendendo ardua la fatica dell'operatore, che deve anche impegnarsi allo spasimo nella libera interpretazione del messaggio. Ma questo è un altro discorso..." (dalla prefazione)
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